Intorno alla metà del secolo XV, l'Infante D. Henrique fece ampliare una cappella che era stata fondata nella zona di Restelo, vicino al Tago, in onore della Madonna della Ste11a, protettrice dei naviganti. Arricchendo il senso della prima consacrazione, l'Infante dedicò la nuova chiesa a Santa Maria di Belém (Betlemme). Affidò la chiesetta all'Ordine di Cristo e dispose che continuasse a servire di appoggio ai naviganti.
Nel 14 ottobre 1459, Papa Pio II pubblicò una Bolla nella quale attribuì alia cappella di Santa Maria de Belém lo statuto di chiesa parrocchiale.
Nell'anno 1496, dopo aver richiesto l'autorizzazione della Santa Sede, il re D. Manuel fece iniziare in questo medesimo luogo la costruzione di un grandioso monastero. Diogo Boitaca (1450-1517) fu l'artista prescelto per progettare iI vasto complesso architettonico (chiesa, chiostro, dormitori, laboratori, refettorio e palazzo reale), nello stile dei gotico finale portoghese, che nel secolo XIX sarà designato come «manuelino". Nel 1517 João de Castilho alterò il progetto e introdusse elementi di un nuovo linguaggio architettonico. Dopo la morte dei re, il successore, D.Giovanni III, chiamò ad orientare i lavori Diogo de Torralva (1540-1551).
Era volontà di D. Manuel che la nuova chiesa continuasse a prestare assistenza spirituale ai naviganti e ai viaggiatori che passava no per le spiagge di Restelo. Era inoltre sua volontà che in essa venissero a riposare i suo i resti mortali e quelli dei suoi successori. A svolgere queste pietose funzioni, il monarca chiamò dai Monastero della Penha Longa, vicino a Sintra , i monaci dell'Ordine di San Girolamo, che resteranno a Belém fino ai 1833, un anno prima dei decreto di estinzione degli ordini religiosi in Portogallo.
La prima pietra fu posta il 6 Gennaio 1501 (o 1502), festa dell'Epifania. La forte simbologia di questa referenza spirituale e rappresentata nella decorazione dei Monastero, concepito come "una nuova Betlemme, un nuovo presepio e un nuovo punto di partenza per la cristianità".
Proposta di percorso: Ha come obiettivo quello di unire la dimensione storica e artistica al senso religioso dei luoghi. La cultura e la liturgia si coniugano e si integrano mutuamente, allargando e arricchendo la nostra conoscenza umana.
1. PORTALE OCCIDENTALE
Natività ed Epifania: "Il Figlio unigenito del Padre, essendo concepito come uomo nel seno della Vergine Maria, è "Cristo", cioè unto dallo Spirito Santo, sin dall'inizio della sua esistenza umana, anche se la sua manifestazione avviene progressivamente: ai pastori, ai magi, a Giovanni Battista, ai discepoli" (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 486).
Referenza storico-artistica: Nella parte superiore dei portale, lo scultore Nicolau de Chantarenne, ha rappresentato tre scene della vita della Vergine Maria, protettrice dei monastero: l'Annunciazione, il Presepio e l'Adorazione dei Magi. Nel lato sinistro dei portale e scolpito iI re, che prega sotto la protezione di San Girolamo; in quello destro appare invece la regina D. Maria, protetta da San Giovannni Battista. A guardia dell'ingresso si ergono due angeli che sorreggono lo scudo reale. Completa la composizione un variegato complesso di sculture disposte in varie nicchie, raffiguranti santi, apostoli, angeli e simboli diversi.
2. BATTISTERO
Battesimo: "Il santo Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana, il vestibolo d'ingresso alla vita nello Spirito, (...) e la porta che apre l'accesso agli altri sacramenti. (...) Fin dalle origini del mondo l'acqua, questa umile e meravigliosa creatura, è la fonte della vita e della fecondità. La Sacra Scrittura la vede come "covata" dallo Spirito di Dio" (Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 1213 e 1218).
Referenza storico-artistica: L'ingresso nella chiesa dà accesso a un'area sottostante al Coro Alto. A destra, la cappella di S. Leonardo convertita in Battistero, con un fonte battesimale dei secolo XIX - e illuminata da un'ampia finestra aperta sulla parete sud. Questa cappella accoglie vari reliquari e un'immagine di Sant'Antonio.
3. CAPPELLA DEL SIGNORE DEI PASSI
La Passione: "È l'amore "sino alla fine"" che conferisce valore di redenzione e di riparazione, di espiazione e di soddisfazione al sacrificio di Cristo. Egli ci ha tutti conosciuti e amati nell'offerta della sua vita" (Catechismo della Chiesa Cattolica, n.616).
Referenza storico-artistica: Davanti ai Battistero si trova la cappella della Confraternita della Croce e dei Passi del Signore, interamente rivestita di legno intagliato e dorato (decorazione risalente ai 1669) e
dotata di nicchie ricoperte da pannelli seicenteschi dipinti con scene della Passione di Cristo.
4. TOMBE
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Morte e Resurrezione: "Cristo, "il primogenito di coloro che risuscitano dai morti", è il principio della nostra risurrezione, fin d'ora per la giustificazione della nostra anima, più tardi per la vivificazione del nostro corpo" (Catechismo della Chiesa Cattolica, n.658).
Referenza storico-artistica: Sotto il medesimo Coro sono state collocate le tombe di due figure maggiori della storia portoghese : a sinistra, Vasco da Gama; a destra, Luís de Camões. Le tombe furono scolpite, in stile neomanuelino, dallo scultore Costa Mota (zio), ne1 1894.
5. PORTALE MERIDIONALE
I Santi: "La ragione più alta della dignità dell'uomo consiste nella sua vocazione alla comunione con Dio. Fin dal suo nascere l'uomo è invitato al dialogo con Dio: non esiste, infatti, se non perché, creato per amore da Dio, da lui sempre per amore è conservato" (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 27).
Referenza storico-artistica: Sulla parete sud della chiesa si apre il meraviglioso portale del cui progetto finale è autore lo scultore e architetto Juan de Castillo (1515). È un'opera rappresentativa del tardo gotico portoghese. Anche qui la composizione, di orientamento ascensionale, è dominata, al centro del portale, dall'immagine della Madonna dei Magi con il Bambino. La Vergine riceve l'omaggio di Profeti, Apostoli, Dottori e Padri della Chiesa, protetti dall'alto dall'Arcangelo San Michele. La porta, divisa da un sottile pilastro che serve di base alla statua dell'Infante D.Henrique, è sormontata da due timpani, ornati da bassorilievi e dagli stemmi reali, affiancati da sfere armillari. Nella parete sud si aprono inoltre ampie finestre e finestroni che corrono ai due lati del portale e lasciano entrare all'interno della chiesa una viva luce naturale, filtrata da vetrate colorate di esecuzione recente (sec. XIX-XX).
6. CONFESSIONAU E CELLE
Il Sacramento della Riconciliazione: " Cristo ha voluto che la sua Chiesa sia tutta intera, nella sua preghiera, nella sua vita e nelle sue attività, il segno e lo strumento del perdono e della riconciliazione che Egli ci ha acquistato a prezzo del suo sangue. Ha tuttavia affidato l'esercizio del potere di assolvere i peccati al ministero apostolico"(Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1442).
Referenza storico-artistica: Nel lato opposto, nella parete nord, quasi cieca, si apre una serie di dodici porte sottostanti a pinnacoli finemente intagliati, che danno accesso ai confessionali. Questi, a loro volta, sono in comunicazione con il chiostro sul lato opposto, attraverso altre dodici porte di cui si servivano i religiosi, che dal monastero raggiungevano i confessionali della chiesa per impartire ai fedeli il sacramento della Riconciliazione. E ipotesi accreditata che le dodici nicchie sovrastanti i confessionali fossero destinate ad accogliere le immagini dei Dodici Apostoli.
7. CAPPELLA SUD DEL TRANSETTO
Eucarestia: "La presenza eucaristica di Cristo ha inizio al momento della consacrazione e continua finché sussistono le specie eucaristiche. Cristo è tutto e integro presente in ciascuna specie e in ciascuna sua parte; perciò la frazione del pane non divide Cristo"(Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1377).
Referenza storico-artistica: Nella cappella del lato sud del transetto è collocato un tabernacolo che, negli orari non occupati dai servizi liturgici, accoglie il Santissimo Sacramento. Questa cappella, iniziata intorno al 1587, fa parte dei Pantheon Reale. Fu riservata ai figli di D. João III e al suo nipote, D. Sebastião, che fu il settimo re della dinastia di Avis e morì nella battaglia di Alcacer Quibir.
8. TRANSETTO
La Messa, l'Altare, la Croce: "Tutti si riuniscono. I cristiani accorrono in uno stesso luogo per l'assemblea eucaristica. Li precede Cristo stesso, che è il protagonista principale dell'Eucaristia. È il Sommo Sacerdote della Nuova Alleanza. È lui stesso che presiede in modo invisibile ogni celebrazione eucaristica. Proprio in quanto lo rappresenta, il Vescovo o il presbitero (agendo in persona Christi Capitis - nella persona di Cristo Capo) presiede l'assemblea, prende la parola dopo le letture, riceve le offerte e proclama la preghiera eucaristica" (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1348).
Referenza storica: Il soffitto del transetto, costituito da una volta a crociera tutta della stessa altezza, è attraversato da costoloni ogivali,le cui intersezioni sono decorate con corone di bronzo.
Nella parte centrale del transetto è collocato un altare in cui viene celebrata la Santa Messa. Una Croce, collocata tra l'altare e i fedeli, è il punto di riferimento delle celebrazioni liturgiche.
Lungo le pareti dei transetto si aprono altri altari secondari, tutti rivestiti di legno intagliato e dorato, tra i quali si distinguono quello dedicato a 5an Girolamo - la cui immagine in terracotta policroma fu offerta dai Papa ai re fondatore della chiesa -e, sul lato opposto, quello dedicato a Santa Paola.
Nata ne1 347, a quindici anni, sposa Tossozio, un nobile dei suo rango. Il suo è un matrimonio felice, il cui frutto sono quattro figlie, Blesilla, Paolina, Eustochio e Ruffina, e un figlio, Tossozio. Ma a 32 anni Paola rimane vedova. Decide allora di aprire la casa accogliendo incontri, riunioni di preghiera e di approfondimento della dottrina cristiana, oltre ad iniziative per i poveri. Nel 383 parte verso la Terra Santa, accompagnata dalla figlia Eustochio, nella scia di San Girolamo. Spende le sue ricchezze per creare una casa destinata ai pellegrini, e due monasteri, uno maschile e uno femminile, a Betleeme. Paola prende dimora in quello femminile, nel quale si costituisce una comunità sotto la sua guida. Morirà qui, nel 26 gennaio 404.
9. CAPPELLA MAGGIORE
Natività e Epifania, Passione, Eucarestia: "L'epifania è la manifestazione di Gesù come Messia d'Israele, Figlio di Dio e Salvatore del mondo. Insieme con il battesimo di Gesù nel Giordano e con le nozze di Cana, essa celebra l'adorazione di Gesù da parte dei "magi " venuti dall'oriente. In questi " magi ", che rappresentano le religioni pagane circostanti, il Vangelo vede le primizie delle nazioni che nell'incarnazione accolgono la Buona Novella della salvezza" (Catechismo della Chiesa Cattolica, n.528).
Referenza storico-artistica: La Cappella Maggiore originale (integrata nell'abside), risalente all'epoca di D. Manuel, era destinata a fungere da Pantheon monarchico. Piu tardi, la regina D. Catarina, reggente tra il 1557 e 1562. introdusse profonde alterazioni. La cappella fu ridisegnata da Jerónimo de Ruão, in un linguaggio architettonico radicalmente nuovo, orientato allo stile di ispirazione classica dell'epoca. Nelle pareti laterali, tra due ordini di colonne in basso di stile ionico, in alto di stile corinzio -, furono collocate le tombe del re fondatore della chiesa, D. Manuel, e dei figlio e successore, D. João III, cosi come le tombe delle rispettive mogli : la regine D. Maria, seconda moglie di D. Manuel, e D. Catarina.
I1 polittico della cappella, integrato nella composizione architettonica, ê composto da tavole di stile manierista, dipinte da Lourenço de Salzedo (1535-78), eseguite tra il 1570 e il 1572. Rappresentano scene della Passione di Cristo e l'Adorazione dei Magi. Al centro, fu collocato in epoca successiva un tabernacolo barocco rivestito di argento cesellato, opera eseguita da João de Sousa, tra il 1674 e il 1678. Per collocare il tabernacolo fu ritirata la tavola centrale dei polittico manierista che rappresentava l'Epifania di Gesu, adorato da uno dei Magi, inginocchiato davanti alui. Questa scena fu riprodotta nella porta dei tabernacolo.
10. CAPPELLA NORD DEL TRANSETTO
Annunciazione: "All'annunzio che avrebbe dato alla luce " il Figlio dell'Altissimo ", senza conoscere uomo, per la potenza dello Spirito Santo, Maria ha risposto con "l'obbedienza della fede " (Rm 1,5), certa che nulla è impossibile a Dio: " Io sono la serva del Signore; avvenga di me quello che hai detto " (Lc 1,38). Così, dando il proprio assenso alla parola di Dio, Maria è diventata Madre di Gesù e, abbracciando con tutto l'animo e senza essere ritardata da nessun peccato la volontà divina di salvezza, si è offerta totalmente alla persona e all'opera del Figlio suo, mettendosi al servizio del mistero della redenzione" (Catechismo della Chiesa Cattolica, n.494).
Referenza storico-artistica: La cappella fu iniziata intorno al 1587 e fa parte dei Pantheon reale. Fu riservata al figli di D. Manuel. Include due dipinti di Fernão Gomes: l'Annunciazione e la Nascita della Vergine.
11. CORO ALTO
Preghiera: "Numerosi religiosi hanno dedicato l'intera loro vita alla preghiera. Dopo gli anacoreti del deserto d'Egitto, eremiti, monaci e monache hanno consacrato il loro tempo alla lode di Dio e all'intercessione per il suo popolo. La vita consacrata (...) è una delle vive sorgenti della contemplazione e della vita spirituale nella Chiesa" (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2687).
Referenza storico-artistica: Nel Coro Alto troviamo l'ammirevole complesso di scanni monastici, capolavoro intagliato in legno d'acero (quercia delle Fiandre) da Diogo de Çarça (1548-50), su disegno di Diogo de Torralva.
I monaci dell'ordine di San Girolamo si siedevano in questo Coro per il canto solenne dell'Ufficio Divino, in cui erano impegnati per sette ore ai giorno. La loro preghiera era presieduta e senza dubbio profondamente ispirata dai maestoso Cristo in croce collocato sopra la balaustrata. Questa immagine dei Crocifisso, opera dei fiammingo Filipe de Vries, domina ancora oggi la navata della chiesadall'alto dei Coro Superiore.
Questo Cristo profondamente sofferente sulla croce, con le ginocchiaferite per le numerose cadute durante la salita ai Golgota, le braccia irrigidite e i capelli insaguinati sotto la corona di spine, era particolarmente adeguatoad ispirare i monaci nella loro preghiera.
I1 Cristo in Croce fu offerto alla Comunità Monastica dei Jerónimos dall'lnfante D. Luís, figlio dei re D. Manuel, ne1 1551.
12. SAN GIROLAMO
Trascriviamo il riassunto biografico della vita di San Girolamo presentato da Papa Benedetto XVI, nell'udienza generale del 7 Novembre 2007:
"Girolamo nacque a Stridone verso il 347 da una famiglia cristiana, che gli assicurõ un'accurata formazione, inviandolo anche a Roma a perfezionare i suoi studi. Da giovane senti l'attrattiva della vita mondana (cfr Ep. 22,7), ma prevalse in lui il desiderio e l'interesse per la religione cristiana. Ricevuto il battesimo verso il366, si orientõ alia vita ascetica e, recatos i ad Aquileia, si inseri in un gruppo di ferventi cristiani, da lui definito quasi «un coro di beati» (Chron. ad ann. 374) riunito attorno ai Vescovo Valeriano. Parti poi per l'Oriente e visse da eremita nel deserto di Calcide, a sud di Aleppo (cfr Ep. 14,10), dedicandosi seriamente agli studi. Perfezionò la sua conoscenza dei greco, iniziò lo studio dell'ebraico (cfr Ep. 125,12), trascrisse codici e opere patristiche (cfr Ep. 5,2). La meditazione, la solitudine, il contatto con la Parola di Dio fecero maturare la sua sensibilità cristiana. Senti piu pungente il peso dei trascorsi giovanili (cfr Ep. 22,7), e avvertì vivamente il contrasto tra mentalità pagana evita cristiana: un contrasto reso celebre dalla drammatica e vivace "visione", della quale egli ci ha lasciato il racconto.ln essa gli sembrò di essere flagellato ai cospetto di Dio, perché «ciceroniano e non cristiano» (cfr Ep. 22,30).
"Nel 382 si trasferì a Roma: qui il Papa Damaso, conoscendo la sua fama di asceta e la sua competenza di studioso, lo assunse come segretario e consigliere; lo incoraggiò a intraprendere una nuova traduzione latina dei testi biblici per motivi pastorali e culturali. Alcune persone dell'aristocrazia romana, soprattutto nobildonne come Paola, Marcella, Asella, Lea ed altre, desiderose di impegnarsi sulla via della perfezione cristiana e di approfondire la loro conoscenza della Parola di Dio, lo scelsero come loro guida spirituale e maestro nell'approccio metodico ai testi sacri. Queste nobildonne impararono anche il greco e l'ebraico.
"Dopo la morte di Papa Damaso, Girolamo lasciò Roma nel 385 e intraprese un pellegrinaggio, dapprima in Terra Santa, silenziosa testimone della vita terrena di Cristo, poi in Egitto, terra di elezione di
molti monaci (cfr Contra Rufinum 3,22; Ep. 108,6-14). Nel 386 si fermò a Betlemme, dove, per la generosità della nobildonna Paola, furono costruiti un monastero maschile, uno femminile e un ospizio per i pellegrini che si recavano in Terra Santa, «pensando che Maria e Giuseppe non avevano trovato dove sostare» (Ep. 108,14). A Betlemme restò fino alia morte, continuando a svolgere un'intensa attività: commentõ la Parola di Dio; difese la fede, opponendosi vigorosa mente a varie eresie; esortõ i monaci alia perfezione; insegnò la cultura classica e cristiana a giovani allievi; accolse con animo pastorale i pellegrini che visitavano la Terra Santa. Si spense nella sua cella, vicino alia grotta della Natività. il 30 settembre 419/420".
Che cosa possiamo imparare da San Girolamo? Risponde Benedetto XVI:
"Mi sembra soprattutto questo: amare la Parola di Dio nella Sacra Scrittura. Dice San Girolamo: «Ignorare le Scritture e ignorare Cristo». Perciò e importante che ogni cristiano viva in contatto e in dialogo personale con la Parola di Dio, donataci nella Sacra Scrittura".
La figura di San Girolamo e solitamente rappresentata in tretipi iconografici: "Il penitente nel deserto", "Lo studioso nella sua cella", "Il dottore della Chiesa ".
La vita di San Girolamo ispirò un movimento eremitico, costituito da varie famiglie religiose, che nacque in Italia nel sec.XIV. I monaci girolamini adottarono un abito bianco, sopra il quale indossavano uno scapolare marrone. Seguivano la Regola di Sant'Agostino e si dedicavano alia contemplazione e alio studio.
Attualmente esistono in Spagna due comunità di monaci girolamini: una a Santa Maria dei Parral (Segóvia) (http://www3.planalfa.es/msmparral/parral/fondo.htm) e l'altra a S. Jerónimo de Yuste (Cáceres).
Esistono anche diversi monasteri di monache girolamine e due congregazioni femminili: le "Girolamine dell'Adorazione" e le "Girolamine di Puebla".
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